Canzoni Folk - Torsa

Torsa Paradiso Roveredo
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Canzoni Folk

Folk Friulano
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Armonighe e liron

La tradizione friulana e' particolare anche negli strumenti musicali che accompagnano nei secoli testi sacri e profani. Il primo di cui si ha traccia visiva anche nei mosaici di Aquileia e' il  sivilot , che solitamente era proprio dei pastori e del dio pagano Pan, sotto il nome di siringa.Nel medio evo si afferma la pive o pivete che era una via di mezzo fra uno zufolo e un flauto.Serviva per accompagnare le rappresentazioni sacre o le processioni.Tra gli strumenti a fiato, ma ben diversi da quelli che noi oggi conosciamo, troviamo ancora il flauto e la tromba usati soprattutto nella corte patriarcale. Appaiono anche strumenti a percussione di varia natura come il tamburello o il tamburo vero e proprio.Gli strumenti a corda con la lire, un violino ben diverso da quello di oggi usato pizzicato come una chitarra e varie invenzioni rinascimentali costituiscono la vera tradizione locale. E poi il piu' tipico liron, ingombrante, ma capace con i le sue corde di ritmare soprattutto i balli.Ormai i piu' tipici strumenti dell’originalita' strumentale vengono conservati soprattutto nella musica resiana ove la citira o la bunkula sono una preziosa testimonianza del passato e sono sopravvissute alla revisione del settecento e dell'ottocento.Piu' tardi arriva in Friuli quello che e' lo strumento per eccellenza della musica popolare, vale a dire l'armonighe,assai piu' maneggevole degli attuali modelli, impiegato soprattutto in occasioni di festa.C'era, tra l'altro, anche il piacere di suonare assieme e nacquero proprio in Friuli gli antesignani di quelli che sarebbero stati poi i complessi musicali. Molte volte le note erano delle perfette sconosciute, ma l'importante erano l'armonia dell'insieme con il piacere dell'amicizia conditi con l'umanita della imperfezione.

Il Friuli che cantava

Non era affatto cosa rara che, nelle case friulane di ieri, si sentisse spesso cantare. Non c'erano ne' radio, ne' televisione, ne' stereo: era la gente a cantare. Non perche'ci fossero sempre ragioni per stare contenti, ma perch'e'il canto era espressione genuina di una cultura. Melodie allegre o tristi, spesso imparate a memoria, erano un modo spontaneo di manifestare dei sentimenti.Il canto e'd'altronde una tradizione della cultura friulana che viene addirittura dall'Aquileia antica ed in particolare dai suoi cori. In effetti piu'che di solisti, si trattava di mettere assieme voci diverse che si armonizzassero fra di loro. Non occorreva alle volte neppur conoscere la musica né saper leggere: si imparava ad orecchio. Voci straordinarie si esibivano nelle chiese con un repertorio classico di tutto rispetto. Le sacre funzioni non erano soltanto momenti di preghiera, ma anche autentici concerti di pregio, occasioni di alta cultura.Al di fuori dalla chiesa le stesse voci intonavano le villotte, canti anche questi per essere eseguiti in coro. Pero anche senza essere organizzati giovani e vecchi portati dalla stessa passione per il canto si mettevano insieme in ogni occasione buona e cantavano.Il Friuli che cantava non era ne' spensierato ne' incosciente. Sapeva trovare il modo per stare in compagnia e per farsi compagnia nella solitudine, per trovare parole non sue che faceva sue, ritmi e melodie capaci di tradurre le profondita' di un'anima sensibile.Per questo motivo il cantare in coro e' oggi una delle eredita' piu' vive del passato friulano per sconfiggere quel silenzio che, spesso, sa di vuoto.




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